Un progetto di cura per la salute di tutti!

Indirizzo:

Torino - Via Parma 71 bis - 011 760 4201

NEUROPSICOMOTRICITÀ

La dimensione esperienziale più importante per lo sviluppo del bambino è senza dubbio il gioco, in quanto questo rappresenta la vita stessa per il bambino. Attraverso il gioco, sperimenta, esplora, conosce il mondo che lo circonda, sviluppa la propria personalità. E’ proprio attraverso il gioco che la neuropsicomotricità interviene in tutte quelle situazioni in cui non avviene il normale sviluppo psicomotorio del bambino. Dove per “sviluppo psicomotorio” intendiamo quel processo grazie al quale il bambino acquisisce, in modo graduale, una serie di abilità (motorie, sensoriali, relazionali e cognitive) che gli permettono di inserirsi e partecipare all’ambiente in cui vive. L’obiettivo della terapia neuropsicomotoria consiste nel miglioramento delle funzioni adattive del bambino e al recupero globale di quest’ultimo.

La terapia neuropsicomotoria è indicata:

– nei disturbi pervasivi dello sviluppo (disturbi dello spettro autistico) e della regolazione emotivo comportamentale

– nel ritardo mentale

– nei disturbi della coordinazione motoria (impaccio, maldestrezza, disprassia)

– nei disturbi dello sviluppo (ritardo, iperattività, disturbi dell’attenzione) e nei disturbi di apprendimento (ritardo, disgrafia)

– nelle patologie neuromotori e neuropsichiatriche acute e croniche, in tutte quelle situazioni in cui il disturbo origina o coinvolge principalmente la dimensione corporea interattiva.

Attraverso  l’osservazione e l’uso di test standardizzati, vengono individuati i livelli di sviluppo raggiunti dal bambino nelle diverse aree (comportamentale, cognitiva, motoria, prassica, autonomia, gioco) evidenziando così i suoi punti di forza e i suoi punti deboli.

Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) o neuropsicomotricista è il professionista che, dopo aver conseguito la laurea triennale abilitante (D.M. 17 gennaio 1997, n.56), si occupa di tutte quelle difficoltà che possono essere presenti in bambini e bambine di età compresa tra i primi mesi di vita e gli 11/15 anni.

NEUROPSICOMOTRICITÀIL Metodo Terzi

Il Metodo Terzi, dal nome dell’ideatrice Ida Terzi, è una metodologia cognitivo-motoria che si occupa dell’organizzazione e dello sviluppo del pensiero analogico-spaziale.

Attraverso una tassonomia di esercizi senso-motori specifici, graduati per complessità e adattabili alle diverse esigenze ed età dei soggetti, sviluppa la capacità di integrare le informazioni spazio temporali che giungono al sistema nervoso centrale dai diversi canali percettivi (cinestesico-propriocettivo, vestibolare, tattile, uditivo e visivo) e di utilizzarle nelle diverse attività quotidiane.

“L’atto motorio, (…), è indispensabile per promuovere la funzione degli organi di senso specifici“ (I. Terzi, 1995).

Può essere applicato, con gli adattamenti previsti e finalità specifiche, sia in età evolutiva che adulta.

In ambito riabilitativo, in particolare nei:

  • Disordini dell’organizzazione e del processamento spazio-temporale
  • Disturbi di linguaggio (fonetico-fonologico; disprosodie e turbe della fluenza verbale)
  • Difficoltà e disturbi specifici di apprendimento (disgrafia, disortografia, discalculia e dislessia)
  • Deficit motori e neuropsicologici, anche secondari a grave cerebrolesione, atassia, neglet, aprassia, Parkinson
  • Disturbi della coordinazione motoria, disprassia, disturbi dell’attenzione e iperattività, disgrafia secondaria a DCM o disprassia
  • Cecità e ipovisione
  • Prevenzione del decadimento senile.

Fonti disprassia.org; metotodoterzi.org;