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NEUROPSICOMOTRICITÀ

La dimensione esperienziale più importante per lo sviluppo del bambino è senza dubbio il gioco, in quanto questo rappresenta la vita stessa per il bambino. Attraverso il gioco, sperimenta, esplora, conosce il mondo che lo circonda, sviluppa la propria personalità. E’ proprio attraverso il gioco che la neuropsicomotricità interviene in tutte quelle situazioni in cui non avviene il normale sviluppo psicomotorio del bambino. Dove per “sviluppo psicomotorio” intendiamo quel processo grazie al quale il bambino acquisisce, in modo graduale, una serie di abilità (motorie, sensoriali, relazionali e cognitive) che gli permettono di inserirsi e partecipare all’ambiente in cui vive. L’obiettivo della terapia neuropsicomotoria consiste nel miglioramento delle funzioni adattive del bambino e al recupero globale di quest’ultimo.

La terapia neuropsicomotoria è indicata:

– nei disturbi pervasivi dello sviluppo (disturbi dello spettro autistico) e della regolazione emotivo comportamentale

– nel ritardo mentale

– nei disturbi della coordinazione motoria (impaccio, maldestrezza, disprassia)

– nei disturbi dello sviluppo (ritardo, iperattività, disturbi dell’attenzione) e nei disturbi di apprendimento (ritardo, disgrafia)

– nelle patologie neuromotori e neuropsichiatriche acute e croniche, in tutte quelle situazioni in cui il disturbo origina o coinvolge principalmente la dimensione corporea interattiva.

Attraverso  l’osservazione e l’uso di test standardizzati, vengono individuati i livelli di sviluppo raggiunti dal bambino nelle diverse aree (comportamentale, cognitiva, motoria, prassica, autonomia, gioco) evidenziando così i suoi punti di forza e i suoi punti deboli.

Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) o neuropsicomotricista è il professionista che, dopo aver conseguito la laurea triennale abilitante (D.M. 17 gennaio 1997, n.56), si occupa di tutte quelle difficoltà che possono essere presenti in bambini e bambine di età compresa tra i primi mesi di vita e gli 11/15 anni.

NEUROPSICOMOTRICITÀIL Metodo Terzi

Il Metodo Terzi, dal nome dell’ideatrice Ida Terzi, è una metodologia cognitivo-motoria che si occupa dell’organizzazione e dello sviluppo del pensiero analogico-spaziale.

Attraverso una tassonomia di esercizi senso-motori specifici, graduati per complessità e adattabili alle diverse esigenze ed età dei soggetti, sviluppa la capacità di integrare le informazioni spazio temporali che giungono al sistema nervoso centrale dai diversi canali percettivi (cinestesico-propriocettivo, vestibolare, tattile, uditivo e visivo) e di utilizzarle nelle diverse attività quotidiane.

“L’atto motorio, (…), è indispensabile per promuovere la funzione degli organi di senso specifici“ (I. Terzi, 1995).

Può essere applicato, con gli adattamenti previsti e finalità specifiche, sia in età evolutiva che adulta.

In ambito riabilitativo, in particolare nei:

  • Disordini dell’organizzazione e del processamento spazio-temporale
  • Disturbi di linguaggio (fonetico-fonologico; disprosodie e turbe della fluenza verbale)
  • Difficoltà e disturbi specifici di apprendimento (disgrafia, disortografia, discalculia e dislessia)
  • Deficit motori e neuropsicologici, anche secondari a grave cerebrolesione, atassia, neglet, aprassia, Parkinson
  • Disturbi della coordinazione motoria, disprassia, disturbi dell’attenzione e iperattività, disgrafia secondaria a DCM o disprassia
  • Cecità e ipovisione
  • Prevenzione del decadimento senile.

Fonti disprassia.org; metotodoterzi.org;

LOGOPEDIA

Il logopedista è il professionista sanitario che, in possesso del titolo di laurea abilitante, svolge la propria attività nella prevenzione, nella valutazione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio orale e scritto, della comunicazione e della deglutizione in età evolutiva, adulta e geriatrica.

Si occupa in particolare dei seguenti disturbi:

Alterazioni della voce o disfonie: caratterizzate da modifiche dei parametri vocali quali timbrotono e intensità, oppure da sforzo vocale che compromette la comunicazione o riduce la qualità di vita relativa alla voce.

Disturbi dell’apprendimento: disturbi delle abilità scolastiche che riguardano i processi automatici dell’apprendimento della letto-scrittura e del calcolo (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia).

Disturbi della deglutizione:

  • Disfagia: disturbo della deglutizione ovvero della capacità di far arrivare in modo corretto allo stomaco delle sostanze (alimenti, liquidi, saliva, farmaci, etc.) introdotte dalla bocca. La disfagia può interessare tutte le fasce di età.
  • Deglutizione disfunzionale in squilibrio muscolare oro-facciale: mancata evoluzione dell’atto deglutitorio dalla fase primaria infantile alla secondaria adulta.

Disturbi e ritardi evolutivi di linguaggio e di comunicazione: difficoltà comunicativo-linguistiche che possono presentarsi in forma isolata (Disturbo specifico di linguaggio) o in associazione con altre condizioni patologiche, quali disprassia verbale e deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi e relazionali (Sindrome di Down, Autismo, Deficit cognitivo).

Le difficoltà possono riguardare:

  • Vocabolario limitato
  • Errori nell’uso della morfosintassi
  • Difficoltà nel richiamo di parole o nella produzione di frasi
  • Alterazioni della produzione dei fonemi della lingua
  • Ridotta intenzionalità comunicativa

Alterazioni della pronuncia o dislalie: difetto di pronuncia di determinati suoni articolati del linguaggio (o fonemi) che si manifesta mediante omissione, sostituzione o distorsione del fonema interessato.

Disturbi del flusso verbale o disfluenze: con il termine fluenza o fluidità si vuol indicare facilità, regolarità e quantità relativamente abbondante di movimenti o di espressione. La fluenza può avere aspetti quantitativi (in particolare legati al tempo) e aspetti qualitativi e cioè caratteristiche di regolarità e di irregolarità (interruzioni, inserimenti di elementi estranei). Fa parte di questi disturbi la balbuzie.

Difficoltà di comunicazione acquisite: sono quei disturbi a carico della comunicazione e del linguaggio che si manifestano in seguito ad una lesione cerebrale acquisita (un ictus, una emorragia cerebrale o un trauma cranico) o in seguito ad una malattia neurologica di tipo degenerativo (quale il Morbo di Parkinson, la Demenza, la Sclerosi Multipla ed altre) o ancora come esiti di patologia oncologica a carico del cervello (afasia, disartria). Spesso sono associati a disturbi cognitivi.

Sordità o ipoacusia: mancato sviluppo o perdita totale/parziale della capacità e della percezione uditiva. A seconda dell’epoca di insorgenza la sordità può interferire con il normale sviluppo cognitivo-comunicativo-linguistico nel bambino.

 

RIABILITAZIONE PAVIMENTO PELVICO

La riabilitazione del pavimento pelvico si rivolge a tutte le persone che hanno la necessità di prevenire, alleviare e possibilmente eliminare i sintomi riferiti da problematiche pelvi-perineali (perdite di urina, feci, gas, senso di fastidio o pesantezza a livello pelvico, dolore) andando a migliorare nettamente la qualità di vita.
Le sedute vengono effettuate esclusivamente in forma individuale con una fisioterapista specializzata che provvederà a valutare la funzionalità dei muscoli del pavimento pelvico al fine di elaborare una piano di trattamento personalizzato.
Questo tipo di riabilitazione può essere indicato in caso di:
-incontinenza urinaria (da urgenza, da sforzo o mista)
-prolasso (vescicale, uterino, rettale)
-gravidanza e post-parto
-dolore pelvico cronico
-disfunzioni sessuali femminili
-stipsi
-incontinenza anale (materiali solidi, liquidi, gas)
-pre e post-interventi chirurgici.
I trattamenti non vengono eseguiti durante il ciclo mestruale.
La rieducazione perineale non presenta controindicazioni.

PAZIENTE USTIONATO

Servizio ideato appositamente per poter accompagnare nel percorso post ospedaliero tutte quelle persone che hanno subito traumi da ustione. Tutta la professionalità di fisioterapisti specializzati per garantire una presa in carico globale e un trattamento personalizzato costruito sulle specifiche esigenze della persona.
Servizi offerti:
-trattamento cicatrici;
-rieducazione motoria;
-rieducazione cardio-respiratoria;
-linfodrenaggio;

TENS

La TENS terapia è la tecnica di elettroterapia più utilizzata in fisioterapia, con finalità analgesico-antalgiche nella Terapia del Dolore.
La sigla TENS deriva dalle lettere iniziali delle parole inglesi ‘Transcutaneous Electric Nervous Stimulation’ (stimolazione elettrica transcutanea nervosa), in quanto la tecnica è quella di applicare sulla cute per mezzo di placche elettroconduttive, dei particolari impulsi elettrici che eccitano solo le fibre nervose della sensibilità tattile situate proprio sotto la pelle.
Gli impulsi nervosi così prodotti risalgono verso il midollo spinale bloccando a questo livello ”la porta di ingresso al dolore” (processo gate control).
Importantissima, ma spesso sottovalutata è la tendenza negativa, soprattutto da parte del paziente, di voler aumentare troppo l’intensità, rischiando di provocare anche minime contrazioni muscolari, compromettendo in tal modo i risultati. Inoltre, è sottointeso che non può sostituire una seduta di allenamento ma solo integrarla validamente.
Indicazioni al trattamento:
Dolori localizzati (non da causa infettiva), dolori di tipo reumatico, osseo o nervoso: lombalgie, dorsalgie, sciatalgie, cervicalgie; distorsioni, lussazioni, contusioni, crampi muscolari, stiramenti muscolari, nevriti, emicranie; dolori post-chirurgici, post-partum
Controindicazioni:
Portatori di Stimolatori Cardiaci e donne in stato di Gravidanza o Allattamento.
Particolare attenzione deve essere posta in soggetti con turbe del Ritmo Cardiaco.
Gli elettrodi non vanno mai posizionati sopra ferite, Piaghe o in zone di alterata sensibilità, che si prega di indicare al fisioterapista.
E’ sconsigliato l’utilizzo della stimolazione sulla parte anteriore del collo, per la possibilità di evocare uno spasmo laringeo.

TECAR

La TECAR® è una tecnologia che si applica con grande successo in fisioterapia, per la cura delle patologie dell’apparato locomotore.
Funziona tramite il posizionamento di due poli elettrici, una piastra fissa ed un manipolo mobile, che stimola le cariche elettriche presenti nei tessuti dell’organismo andando così ad attivare i naturali processi riparativi e antiinfiammatori.
Durante un trattamento, vengono attivate le molecole polarizzate contenute nelle cellule (soprattutto le molecole di membrana), creando un duplice effetto:
1. maggior scambio di elettroliti e sostanze nutrizionali a livello cellulare, indispensabile per tutti i microprocessi riparativi, sia acuti che cronici.
2. calore endogeno, cioè che si crea dall’interno dell’organismo, favorente l’afflusso di sangue anche alle aree più profonde o fibrose.
Tale terapia è utilizzata in ambito fisioterapico per trattare problemi muscolari, legamentosi e articolari, acuti e cronici che provocano dolore e/o limitazione funzionale. 
La tecarterapia è impiegata come metodo terapeutico avente ottimi risultati in caso di contratture muscolari, stiramenti e strappi muscolari, tendiniti, borsiti, fasciti, spalla dolorosa e capsulite adesiva, distorsioni, coxartrosi, gonartrosi.
Indicazioni:
Nelle patologie acute, variando erogazione, tempi e modalità di somministrazione, si ottengono risultati sorprendenti nella riduzione dell’edema, nella velocità di recupero, nella diminuzione del dolore già nelle prime sedute.
Trovano indicazione quindi:
– Distorsioni articolari (caviglia, ginocchio, mano, gomito, spalla) e “colpi di frusta”
– Traumi muscolari (contratture, stiramenti, strappi)
– Lesioni e sovraccarichi tendinei, borsiti
– Contusioni
Nelle patologie croniche, l’endotermia produce un aumento importante della capillarizzazione delle aree sofferenti e fibrotiche, con effetto sulla mobilità articolare, sensazione di leggerezza, riduzione del dolore.
Si evidenziano ottimi risultati in caso di:
–  artrosi (ginocchio, anca, spalla, polso, colonna vertebrale)
– fibrosi profonda, cicatrici da strappo muscolare o da intervento chirurgico
– osteoporosi
– cellulite
Controindicazioni:
gravidanza o patologia tumorale e pacemaker

CORRENTI INTERFERENZIALI

Le correnti interferenziali sono correnti alternate di media frequenza che interagiscono nel punto in cui si incrociano; Il motivo per cui si ricerca tale corrente è perché le correnti di media frequenza incontrano una minore resistenza cutanea.
Possono quindi penetrare più facilmente senza cedere energia a livello cutaneo e senza provocare sensazioni fastidiose.
L’effetto elettrofisiologico varia con la frequenza impiegata anche se non vi è un’azione nettamente differenziata in ogni trattamento si ritrovano contemporaneamente, sia l’effetto eccitomotorio che quello antalgico.
In concreto, lo stimolo elettrico permette una contrazione intermittente della muscolatura, assicurando uno stato di miglior rilassatezza. Le correnti interferenziali sono in grado quindi di penetrare in profondità senza avere un’intensità tale da eccitare le fibre nervose, non venendo raggiunta la soglia di sensibilità risultano impercettibili dal paziente. L’insieme di queste caratteristiche rende tali correnti meglio tollerate rispetto ad altre.
L’azione eccitomotoria, data la durata assai breve degli impulsi, si verifica soltanto nei muscoli normalmente innervati per cui tali correnti trovano impiego in traumatologia allo scopo di mantenere il trofismo muscolare e di ridurre l’osteoporosi.
E’ una terapia antalgica e anti-infiammatoria.
Indicazioni al trattamento:
– Dolore cronico
– Dolore cervicale e lombo sacrale
– Causalgia
– Periartrite scapolo-omerale

Controindicazioni:
– Gravidanza
– Pace-maker
– Forme emorragiche o possibilità di emorragia
– Presenza di Tumori
– Processi infiammatori acuti

RIEDUCAZIONE PROPRIOCETTIVA

La rieducazione propriocettiva consiste nel migliorare la capacità di controllo della postura, del movimento e la stabilità articolare del paziente, per un recupero completo del gesto attraverso esercizi finalizzati alla consapevolezza della posizione e del movimento delle articolazioni.
Il recupero propriocettivo è una parte essenziale del processo riabilitativo:
-nei trattamenti conservativi e post chirurgici per il recupero della coordinazione e del controllo neuromotorio;
-nella prevenzione per ridurre il rischio di cadute ed infortuni;
-in situazioni di instabilità articolare;
-nel trattamento di problemi dell’equilibrio;
-nell’allenamento per migliorare le performance.
E’ una riprogrammazione neuromotoria ottenuta attraverso specifiche stimolazioni del sistema neuro-motorio. Una continua stimolazione dei recettori periferici, attraverso i quali vengono attivati i circuiti nervosi propriocettivi, consente di ottimizzare le risposte muscolari sia in termini di velocità, sia di precisione.

RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE

E’ una tecnica rieducativa che mira a riprogrammare e riarmonizzare la postura della persona al fine di contenere rigidità e dolori derivanti da problematiche dell’apparato muscolo-scheletrico.
Agisce sulle cause che determinano i disequilibri morfologici secondo una visione globale della persona vista nella sua totalità. Si tratta di una vera e propria presa di coscienza di quello che il corpo ci comunica relativamente alle forme ed alle condizioni di muscoli e articolazioni, individuando come le tensioni muscolari presenti in ognuno alternino la normale simmetria corporea. Le sedute sono individuali e prevedono un lavoro attivo del paziente che deve mantenere la posizione di allungamento impostata dal terapista e l’intervento manuale di quest’ultimo volto a correggere tutti i compensi che la messa in tensione globale rileverà.

MANIPOLAZIONI

Sono informazioni manuali sulla colonna vertebrale e sull’insieme delle strutture che compongono il corpo umano, che hanno lo scopo di curare alterazioni statico dinamiche di uno o più segmenti ossei, contrazioni muscolari e disturbi circolatori e nervosi. Seguono principi di globalità, funzionalità ed omeostasi. Queste metodiche fisioterapiche, tra cui compaiono osteopatia e chiropratica, richiedono una preparazione e una qualifica credenziale specifica. L’ampiezza articolare, e di favorire tutti i gesti in una visione di integrità dei tessuti e dei sistemi mio-osteo-articolari.